Le interviste: Emanuela De Murtas - Unapietralcollo - gioielli di sasso.


Ciao Emanuela, ti ringrazio di avermi concesso questa intervista, anche se so che sei molto impegnata perché stai preparando il materiale per una prossima mostra. 


D.    Osservando le tue creazioni mi viene spontaneo pensare che il tuo percorso personale sia in qualche maniera legato al disegno e alla pittura. 

R.   Per dieci anni ho lavorato a contatto con l'infanzia. Il mio lavoro era fortemente caratterizzato dall'aspetto grafico; il registro che utilizzavo nel rapporto con i bambini era quello della raffigurazione e dell'illustrazione, competenza per la quale venivo maggiormente richiesta: insomma disegnavo con i bambini e per i bambini. 


D.    Questa era una tua predisposizione naturale o anche gli studi che avevi fatto erano in quella direzione?

R.     E’ stata sempre una mia naturale inclinazione; sin da bambina avevo manifestato una particolare propensione per il disegno, un linguaggio che mi risultava istintivo, evidenziando una precocità che faceva ben sperare. 
Tuttavia si ritenne opportuno che prima percorressi una via di approfondimento umanistico, quindi ho frequentato il liceo classico e in seguito la facoltà di sociologia. La mia è una famiglia di artisti (il mio nonno paterno pittore e mio padre disegnatore di talento). Sono stata educata a considerare il lavoro artistico come un lavoro di alto profilo,  che implicava necessariamente il passaggio attraverso un background intellettuale. Il concetto era che non bastasse una naturale propensione al disegno, ma fosse indispensabile conoscere la storia dell'arte, acquisire un senso estetico che maturasse anche attraverso lo studio e così via...  Per tanti anni ho lasciato questo lato di me chiuso in un cassetto, senza mai coltivarlo in maniera mirata e sistematica; posso dire, oggi, con un  certo rimpianto. 





D.    Come mai hai scelto per le tue creazioni dei semplici sassi? 

R.    Mi ero trasferita da circa un anno in una casa in campagna assieme a Mark, il mio fidanzato e, come accade frequentemente di questi tempi, persi il lavoro che sino a quel momento mi aveva dato stabilità. Ero fermamente decisa a trovare al più presto un altro impiego, ma persone a me vicine suggerivano che non mi lasciassi prendere dall’urgenza e mi ripetevano: “lascia per qualche tempo che le cose accadano e sarà la vita a darti uno spunto quando verrà il momento”. In quel periodo, che per me doveva comunque essere assolutamente transitorio, mi sono dedicata a fare quelle cose bellissime che mentre lavoravo non avevo il tempo di fare. Oltre a curare la casa, l’orto e quant'altro, leggevo e facevo lunghe passeggiate sulla spiaggia. Per la prima volta dopo tanti anni vivevo in  uno spazio dilatato dove potevo vedere e osservare a lungo delle cose che, nella frenesia degli impegni quotidiani, non riuscivo più a cogliere. In quelle passeggiate, lente, pervase dai colori e dagli odori, ho ritrovato sensazioni provate da bambina, quando mi facevo trasportare dalla fantasia immaginando che i sassi in riva al mare fossero in realtà delle pietre preziose. Ricordo come  cercassi e raccogliessi le più belle; un piccolo tesoro che immaginavo di custodire in uno scrigno prima di restituirlo alle onde. Un tesoro alla portata di tutti, semplicemente bastava l’attenzione giusta per riuscire a vederlo. 
Ma tornando ai giorni nostri, in una mattina di primavera, sulla spiaggia, ho raccolto alcuni sassi neri, piatti, lucidi, dalla forma perfetta; ne ho poggiato uno sul dorso della mano e ho visto che aveva un’ottima vestibilità come anello. Ho pensato: in questo momento ho il tempo per dedicarmi un po' alla creatività... c’è chi fa decoupage, chi lavora a punto croce, io mi porto a casa questo sasso e provo a farne un anello. Era sicuramente anche uno spunto per rimettere mano a pennelli a colori. Così ho dipinto un motivo astratto su quel sasso. L'anello realizzato era effettivamente grazioso e così per qualche tempo mi sono divertita a creare collane, bracciali, orecchini e anelli, ottenuti sempre dipingendo sui sassi.






D.    Quando hai capito che le tue creazioni potevano trovare dei possibili acquirenti?

R.    Quell’estate andai a Calagonone, una località turistica dove i miei hanno una casa, e un po' per gioco decisi di esporre le creazioni che avevo realizzato in primavera. La risposta della gente fu immediata e gli apprezzamenti espressi mi convinsero a chiedere subito al Comune uno spazio espositivo per il resto della stagione. Andò veramente benissimo. 



D.    Mi è capitato di vedere pietre e sassi che poi venivano avvolti o ingabbiati con del filo metallico, ma le tue creazioni sono assolutamente particolari, vuoi parlarmene?

R.    Quando ho iniziato a realizzare questi gioielli non sapevo se esistesse un filone specifico sulla materia e quali potessero essere i modelli già esistenti, pertanto ogni aspetto di quanto produco è nato esclusivamente dalla mia creatività.
L’idea è stata quella di usare il sasso come il supporto di un quadro in miniatura; inizialmente puntavo esclusivamente sulla decorazione astratta, che mi piace realizzare con geometrie morbide, campiture larghe, curve molto nitide, ma con il tempo ho aggiunto diversi motivi figurativi.



Non volevo bucare i sassi e quindi dovevo trovare un modo per renderli indossabili nella maniera più elegante possibile. Ho studiato e realizzato un sistema tutto mio per creare l’illusione ottica che il sasso sia forato longitudinalmente, grazie a una montatura sul retro che richiede un lavoro di precisione, sia per quanto riguarda il posizionamento, sia per la curvatura da dare al supporto. L’intento è stato quello di riuscire a garantire la migliore vestibilità, comodità e pulizia del prodotto finito. 



D.     Dimmi qualche cosa sui materiali e gli strumenti che utilizzi.

R.    Nel tempo ho sperimentato varie tipologie di pennelli e di colori, fino a individuare ciò che va meglio per il lavoro che svolgo. Utilizzo prevalentemente pennelli molto sottili, in sintetico e con pelo semirigido, indispensabili per il dettaglio e la nitidezza del tratto. Su alcune realizzazioni arricchisco il gioiello con delle pietre naturali semipreziose, come agate, ametiste, onice, spesso montate in maniera asimmetrica, abbinandole tono su tono in base alla gamma di colori utilizzata nel dipinto.


Quando il soggetto è complesso e particolarmente elaborato, tanto da comportare anche un prezzo finale più alto, tutte le rifiniture sono in argento 925. Come nel caso dei visi, che richiedono tempi di esecuzione più lunghi e una cura particolare per ogni singolo dettaglio: il riflesso dell’iride, l’ombra sulla cornea, ecc.


Sul dipinto viene stesa una finitura vetrificante che da maggiore lucentezza e stabilità nel tempo proteggendolo dagli agenti climatici e meccanici.



D.    Da dove trai ispirazione per le tue creazioni?

R.    Quello che mi guida prevalentemente quando disegno o dipingo, sia per i motivi astratti, sia per quelli figurativi, è il mio stato d’animo, le mie espressioni interiori di quel momento. Va detto che dipingere sui sassi è leggermente meno istintivo che sulla carta; sulla carta avviene in maniera molto più fluida; potrà sembrare strano, ma è tecnicamente  più complesso dipingere su un supporto minuscolo, liscio e curvo come quello di un sasso, direttamente con il pennello e senza la possibilità di effettuare uno schizzo preparatorio a matita, senza la possibilità di correggere, senza alcuna possibilità di distrazione.


Nella realizzazione dei motivi astratti mi lascio influenzare anche da quello che suggerisce il sasso, cercando un equilibrio estetico e di forme dentro uno spazio breve, aspetto che mi piace particolarmente. 



D.    La concorrenza nel campo dei creativi è molto forte cosa apprezzano maggiormente i clienti dei tuoi lavori?

R.    Un aspetto dell'apprezzamento  credo sia legato allo stupore per il tipo di materiale che utilizzo, non a tutti immediatamente riconoscibile! Potrebbe sembrare  ceramica o una delle tante paste modellabili, invece sono dei semplici sassi e questo suscita curiosità. Dal canto mio cerco di mettere tanta attenzione nel tenere vivo questo interesse, facendo del mio meglio perché la miniatura sia gradevole,  realizzata con precisione e senza sbavature. 
Il contrasto tra un materiale povero alla portata di tutti e una realizzazione curata con amore e fatta per essere indossata, credo sia alla base del positivo riscontro da parte della gente, che ha registrato una costante crescita dal momento in cui ho iniziato sino a oggi.
Un altro aspetto che ha portato alla nascita di queste creazioni è una naturale predilezione verso le cose povere; la possibilità di utilizzare materiali di nessun pregio e, a dispetto di tutto, renderli preziosi; prendere un sasso che tanti hanno calpestato distrattamente e farlo diventare un abbellimento gradito alle signore è qualcosa che mi diverte parecchio!



D.    Quali difficoltà deve affrontare oggi un creativo che vuole provare a vivere esclusivamente dagli introiti della propria attività?

R.    La crisi economica ha fatto si che una moltitudine di persone tenti oggi di percorrere questa strada; per cui il mercato in questo momento è sovraccarico di proposte e non è semplice fare la differenza in un panorama simile. 
Fortunatamente esiste una percentuale sempre più ampia di potenziali clienti che non amano il prodotto industriale  e sono invece attratti da quello dell'invenzione e dell'ingegno creativo. Rivolgendosi a questo tipo di pubblico si può ottenere tanto, puntando sull'originalità e sulla buona fattura del prodotto. Nel mio piccolo ci provo, tentando di migliorare un po' ogni giorno. 


D.    Secondo te cosa servirebbe per facilitare l’avvio di un’attività che sia in grado di vincere la sfida nel mercato globale?

R.   La situazione attuale è veramente complessa e impone prudenza. Più in generale, qualunque iniziativa autonoma viene fortemente scoraggiata da una pressione fiscale fuori misura, per cui è estremamente difficile intraprendere e consolidare un’attività commerciale, soprattutto di questo tipo. Ciò nonostante si continua a lavorare, confidando in tempi meno duri.   




D.    Come promuovi la tua attività?

R.    Sarò sincera: molto poco, sicuramente non sfrutto al massimo il potenziale che questa attività potrebbe consentire, poiché  lo spirito imprenditoriale è in me decisamente  carente! 
Un aspetto sul quale sto lavorando, a partire dal fatto di curare maggiormente i contatti sui social che rappresentano, se ben gestiti, un ottimo canale di pubblicità.


D.    Quali progetti hai per il futuro?

R.    Al momento mi è difficile pensare di abbandonare questa linea di prodotti che, come detto, da tre anni a oggi continua a ottenere un insperato riscontro, ma certamente ho in progetto di arricchirla introducendo nuovi temi e dedicandomi anche all'oggettistica e al piccolo complemento d'arredo.
Desideri per il futuro? Potrebbe sembrare banale ma uno di questi è certamente di tornare gradualmente a disegnare e dipingere su carta e su tela.