Dalla pellicola al digitale - fattore di crop.

Chi si appresta a comprare una nuova macchina fotografica digitale, tra le caratteristiche riportate nei depliant, trova frequentemente una dicitura che viene aggiunta all'estensione focale dell'obiettivo in dotazione, ad esempio: Obiettivo in kit 18-55mm. (equivalente 27-82,5 nel formato 35mm). 
L'indicazione, pur nel lodevole intento del venditore, risulta certamente poco comprensibile per chi non ha avuto una precedente esperienza in campo fotografico; se poi si confronta quanto viene riportato per una fotocamera bridge, con le analoghe indicazioni per una reflex (ma anche tra reflex di marche o modello differente), la questione assume contorni ancora meno chiari.

Proviamo a dissipare i dubbi partendo dal formato 35mm.: la pellicola larga 35mm. nasce nel 1909 per uso cinematografico, ma viene presto adottata da Ernest Leitz e utilizzata nelle fotocamere Leica;  intorno agli anni 30 la Kodak lo lancia definitivamente sul mercato: il caricatore nel quale viene avvolta ha il numero di produzione "135" (il formato viene chiamato indifferentemente:  135,  35mm.,  24x36  o  Leica).

Mentre per l'uso cinematografico la pellicola scorreva verticalmente e si utilizzavano fotogrammi da 24x18mm., in campo fotografico viene fatta scorrere orizzontalmente e il fotogramma diventa di 24x36mm. Il formato ottiene un successo tale per cui viene adottato sia dalle fotocamere amatoriali che dalle reflex, diventando lo standard più utilizzato e longevo mai esistito in campo fotografico, tanto da essere rimasto inalterato sino ai giorni nostri:  ancora adesso potreste tranquillamente recarvi in un negozio di fotografia, comprare un rullino 135 e utilizzarlo su una reflex Leica o  Nikon degli anni 50.


Con la nascita del digitale, la pellicola viene sostituita da un sensore che, per una serie di aspetti tecnico/produttivi ed economici, ha spesso dimensioni inferiori a 24x36, questo ha comportato la necessità di adottare obiettivi di focale differente da quelli prodotti e utilizzati per il formato 35mm.




Il cerchio d'immagine proiettato sul piano focale da un obiettivo progettato e costruito per il formato 24x36mm. (la cui diagonale è di circa 43,27mm.), è decisamente sovrabbondante rispetto a un sensore digitale APS-C (ad es.: il Canon, con dimensioni 14,8x22,2mm. e diagonale 26,68mm.): infatti il sensore digitale APS-C non è in grado di ricomprendere l'intera immagine ripresa dall'obiettivo, che quindi risulterà tagliata. 
Il taglio (crop) dell'immagine rispetto a quella riproducibile sul formato 24x36 (che nel digitale assume la denominazione di "Full-Frame"), prende il nome di "fattore di crop", e si ricava attraverso il rapporto tra la diagonale del formato Full-Frame e quella del  formato digitale della nostra fotocamera (se consideriamo l'APSC-Canon: 43,27/26,68=1,62).
Si potrebbe pensare: "Poco male, si spreca un pò, ma le foto non ne risentono"; dobbiamo però tenere conto che l'angolo di campo risultante sarà più piccolo di quanto deciso in fase di progetto, a causa della dimensione più piccola del sensore: di fatto è come se le focali fossero più grandi di quanto dichiarato dal costruttore; l'effetto risultante sarà che gli obiettivi grandangolari produrranno immagini molto vicine a quelle degli obiettivi normali, mentre i teleobiettivi se ne avvantaggeranno fornendo un ingrandimento maggiore  (vedi anche post: Obiettivi e loro caratteristiche - 1°parte, al punto 2).

Naturalmente sono stati progettati obiettivi  specifici per i vari formati di sensore digitale, abbassando le focali sino a poter contare nuovamente su tutta la gamma degli obiettivi grandangolari; la diminuzione di focale necessaria dipende dalle dimensioni del sensore e quindi dal fattore di crop:


Se prendiamo ad esempio il classico zoom di base 28-80mm., utilizzato negli anni 90 sulle reflex analogiche, per avere grossomodo la stessa copertura sulle attuali reflex  APS-C,  dobbiamo impiegare un 18-55mm, che è proprio lo zoom normalmente proposto in kit con il corpo macchina. 

Nella tabella seguente vengono indicate in mm., e con un buon livello di approssimazione, le focali che garantiscono lo stesso angolo di campo nei sensori digitali maggiormente utilizzati in ambito amatoriale e professionale:



Ma per chi si avvicina oggi alla fotografia, e non può contare quindi su un'esperienza maturata sul campo, probabilmente questi numeri non forniscono tutto l'aiuto necessario, ad esempio: se il neo-fotografo che ha acquistato insieme alla reflex APS-C l'obiettivo in kit 18-55, volesse aggiungere al suo corredo un grandangolo da 10-20mm. o un teleobiettivo da 55-200, sarebbe in grado di valutare quale area riescono a coprire questi obiettivi, e quindi quanto possono essergli utili per il genere fotografico che più gli interessa?

Nel successivo post del 22 agosto "Obiettivi e digitale - angolo di campo", al quale potete accedere cliccando quì, trovate una serie di fotografie scattate dallo stesso punto con focali diverse, così da facilitare la valutazione di quanto si riesce a riprendere al variare dell'angolo di campo.